
"Kala", il Tempo, ci rammenta anzitutto che Kālī significa Colei/Colui Che è Oltre il Tempo: nella forma di Prakriti, Madre Natura, Kālī, danza sul campo della Coscienza non duale, raffigurato come l'ampio petto del Signore Shiva. Ella danza con un selvaggio e inconsapevole abbandono e rappresenta Mukti, l'energia primaria della libertà spirituale (jnana shakti). Per sua Grazia ogni conoscenza è concepita e tutta la saggezza è intuita. Ella dissipa l'oscurità del mondo esterno e conferisce la vera luce del mondo interiore conducendo alla libertà dal ciclo dall'azione e dalla reazione.
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La storia del nostro Tempietto Domestico:
http://tempiodelladea.blogspot.it/2017/12/tempio-kali-roma.html
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BENEFICI DELL'ADORAZIONE
Il percorso che ci mostra Madre Kālī è il risiedere nella Tranquillità e nell'Interiorità, senza identificazione o attaccamento alle influenze esterne in continua evoluzione. Diffondendo la sua oscurità sulla percezione del mondo, Kālī rende il devoto ignaro degli elementi esterni transitori, divenendo totalmente contenuto nel Sé.
Per adorare la Madre Kālī , eseguiamo la sua puja, cantiamo i suoi nomi, recitiamo i suoi mantra e la ricordiamo nei momenti di difficoltà e in tempi difficili.
Un grande festival di Kālī Puja si svolge nella notte di luna nuova del mese di Ashwin (ottobre-novembre). Celebrazioni simili si svolgono nelle notti di luna nuova dei mesi lunari di Margashirsha (solitamente dicembre), e Jyestha (di solito giugno), rispettivamente per il Ratanti Kālī Puja e il Phalaharini Kālī Puja.
Ai devoti che lo richiedono il Tempietto fornisce un primo mantra introduttivo al culto della Madre insegnato da Guru Shyam S. Das per essere praticato da tutti i devoti. Successivamente coloro che si sentono particolarmente chiamati alla devozione e al culto di Kālī vengono indirizzati al Tempio originario di Puri per approfondire questa risonanza direttamente a contatto con la Tradizione originaria.
UNA SEMPLICE PUJA ALLA MADRE DIVINA
A Kālī Mata si possono offrire
fiori rossi e frutti corrosivi come i limoni, nonché bevande inebrianti. Questo
semplice rito, dopo un’invocazione iniziale al Dio Gaṇeśa (del
genere Gāyatrī), Colui che rimuove
gli Ostacoli, prevede una puja a 9 elementi che culmina con un Praṇāma ( "omaggio") alla
Madre tramite un altro Gāyatrī (Kālī).
La puja termina con 108 ripetizioni del mantra della Madre Divina. Tra le
offerte alla Dea viene utilizzato il Panchamrita
(“Cinque Amṛtas” in
sanscrito), una miscela di cinque ingredienti utilizzati per l'adorazione indù (puja) e per le sacre libagioni: miele,
jaggery liquido (zucchero di palma), latte, yogurt e burro chiarificato (ghee). Il rosario (Mālā) utilizzato dovrebbe essere preferibilmente di semi Rudraksha.
Collocare ad un’altezza
leggermente superiore a quella di un uomo seduto a terra un’immagine (murti,
dipinto..) di Kālī Mata e, accanto, un’immagine di Gaṇeśa a
cui ci si rivolgerà inizialmente. Dinanzi alle murti si predispongono i 9
ingredienti che corrispondono all’offerta delle Nove Porte dei Sensi alla Madre.
Per l’adorazione Tradizionale è preferibile sedersi a terra.
Rivolgendosi
al Dio Gaṇeśa
Om meditiamo sulla Perfetta Coscienza.
Contempliamo Colui che ha un solo dente.
Possa Colui che ha una grande proboscide esserci propizio

Contempliamo Colui che ha un solo dente.
Possa Colui che ha una grande proboscide esserci propizio

Offrire
la Luce (candela o lampada ad olio)
Omaggio alla Dea
Om. Meditiamo sulla Grande Dea che rimuove l’oscurità.
Contempliamo Colei che risiede sui campi di cremazione (la forma ultima in cui la Creazione si dissolve).
Possa la Dea esserci propizia
Si ringrazia per tutte le indicazioni pratiche sulla puja Guru Shyam S. Das del tempio della Dea Kālī Batakalimandir, nel quartiere Balisahi, della città-tempio di Puri (Orissa, India) e le pubblicazioni del sito Hindu Sanatana Dharma










